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Silvia Bianco
31 lug 2018

A spasso con gli accessori

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... guinzaglio, pettorina & Co: guida alla scelta e all’ uso corretto.

 

Uscire con il proprio amico a quattro zampe è un momento importante per entrambi: non solo lui avrà modo di fare i suoi bisogni, sgranchirsi le zampe e magari socializzare al parco, ma per entrambi ci sarà la possibilità di approfondire la relazione imparando a conoscersi meglio. Perché questo avvenga, è necessaria la sicurezza come giusto veicolo di comunicazione.

Di seguito un'analisi da me fatta di quali accessori sono indispensabili per condurre il cane senza pericoli e come vanno usati correttamente.

 

Il guinzaglio

Il mio consiglio è di sceglierlo lungo fisso di circa 3 mt, con un anello per ridurlo a 1,5 mt, la lunghezza stabilita per legge per aggirarsi nelle aree urbane e nei luoghi pubblici.

Quando ci si trova in uno spazio aperto come un parco o un prato la misura di 3 m è quella giusta per consentire al cane di perlustrare il territorio e di annusare tutti gli odori che gli interessano: con un guinzaglio più corto si eserciterebbe troppo controllo, una sorta di divieto costante che andrebbe a ledere il collo del cane oltre che insegnare al cane a tirare per arrivare dove vuole. Il materiale dovrà essere il più leggero possibile, per non fare sentire l’animale vincolato, ma in comunicazione e relazione con il proprietario, in una condizione di libertà gestita. No invece al guinzaglio allungabile, il cosiddetto flexi: se si estende tutto può spezzarsi, se è attaccato al collare dà tensione. E può anche dare una falsa sensazione di sicurezza al proprietario, che lo porta ad allentare la concentrazione e a distrarsi, magari parlando al cellulare con l’altra mano.

 

Collare o pettorina?

La scelta di attaccare il guinzaglio al collare va limitata ai cani davvero molto tranquilli, perfettamente gestibili dai proprietari. Se invece il cane “tira”, il guinzaglio collegato al collare non solo non gli insegna a non “tirare”, ma può essere responsabile di danni ai muscoli del collo, alla ghiandola detta timo e alla tiroide, ai dotti linfatici, al midollo spinale, ai nervi, al sistema nervoso simpatico e parasimpatico, alla trachea e alla laringe. Non esagero, può essere davvero pericoloso e ci penso ogni volta che vede qualcuno “strattonare” al collo il suo cane. Meglio sarebbe capire perchè lo fa ed agire sulle motivazioni e non sulle espressioni di esse.

Io consiglio di utilizzare la pettorina ad H, che rispetta il collo e mantiene libere le articolazioni delle spalle. Formata da due cerchi, collegati da due fettucce, va fatta indossare correttamente, curando che la parte sotto appoggi perfettamente sul torace e che l’aggancio per il guinzaglio si trovi a metà della schiena del cane, così il baricentro sarà bilanciato. Va scelta della misura giusta e deve essere regolabile, anche per adeguarsi alla crescita o alle variazioni di peso del cane. Non scoraggiamoci se all’inizio il nostro amico non gradirà questa “vestizione”: si può facilitare raggruppando i componenti della pettorina, ma anche rendendo la passeggiata un momento così piacevole che il cane assocerà l’oggetto a un pensiero positivo.

 

Il collo è una parte del corpo che i cani usano per comunicare tra loro: lo abbassano, lo torcono per esprimere codici relazionali. Con la pettorina ad H la gola è libera, mentre con il collare è sempre troppo sollevata. Di questo tipo di pettorina esiste anche una variante con una maniglia sulla schiena, che può essere comoda nel caso di cani di grossa taglia.

 

 

 

La museruola

Per legge la museruola non va sempre indossata dal cane, ma il proprietario deve portarla con sé per potergliela mettere in caso di rischio per l'incolumità di persone o animali oppure su richiesta delle autorità competenti, oppure se si viaggia su mezzi pubblici. Attenzione: anche se sembrano più punitive, le migliori museruole sono quelle rigide, a gabbietta o cestello.

 

Lasciano infatti al cane lo spazio per aprire la bocca e per ventilare così il proprio corpo (ricordate che i cani non sudano e compensano attraverso le fauci); i modelli detti Baskerville, poi, consentono anche di bere e di mangiare.

Meglio evitare invece, soprattutto quando fa caldo, le museruole in nylon a fascetta: apparentemente più “light”, in realtà impediscono al cane di aprire la bocca.

 

Anche se pensiamo di non avere mai bisogno di mettergliela perché il nostro cane non morde, abituiamolo a indossarla: Un piccolo training preventivo si rivelerà molto utile quando, per esempio, il veterinario dovrà fargliela indossare per compiere qualche atto medico: per il cane non sarà una scioccante e negativa novità assoluta.

 

Il trasportino

Se invece della classica passeggiata a sei zampe c’è da affrontare un tragitto o un viaggio, l’accessorio giusto è il “trasportino”. Utile per portare i cani di piccola taglia dal veterinario, è indispensabile in automobile, dove per legge gli animali non possono essere lasciati liberi, per l’incolumità loro e degli altri. Rigidi, di metallo o di plastica, da fissare con le cinture di sicurezza, sono i più sicuri, anche in caso di incidenti, perché attutiscono gli urti. Quelli morbidi sono però i più confortevoli e rappresentano un nido rassicurante se per esempio il cane soffre di mal d’auto; si rivelano molto utili anche in treno o in aereo e come cuccia portatile, o come piccolo spazio di contenimento in situazioni di confusione all’aperto. Per i cani di taglia large e XL, ci sono le reti fissabili tra i sedili anteriori e quelli posteriori. Meglio ancora, le grate estensibili in metallo, più costose ma più sicure.

 

Box: Cappottini&Co

Ormai per i nostri amici pelosi esistono addirittura delle linee di abbigliamento fashion, con capi di abbigliamento di ogni foggia e materiale. L’unico acquisto che può avere un senso è il cappottino, nel caso di animali piccoli, con poco pelo, condotti in passeggiate con tanti stop. Sì anche per gli animali più anziani, che patiscono di più gli agenti atmosferici. Optiamo per un modello senza fronzoli, comodo da indossare (i migliori si infilano dalla testa e fissano con il velcro sotto la pancia).

 

MicroBox: Sacchettini, mai senza

Davvero indispensabili: i sacchettini igienici per gli escrementi canini non vanno mai dimenticati. Di materiale biodegradabile, a prova di perdite, addirittura profumati, possono essere contenuti in pratichi dispenser da legare al guinzaglio e portare sempre con sé. Volendo, è possibile fissarli ad apposite pinze per agevolare l’operazione. Si buttano negli appositi contenitori presso l’area cani, oppure nei bidoni per la raccolta indifferenziata.

 

Per ulteriori informazioni ed approfondimenti sull'argomento contattatemi pure.

 

Silvia Bianco

I post più recenti
  • Silvia Bianco
    30 dic 2018

    Bellissimo post di Alessia Gargani, che condivido con voi. I nostri amici a a zampe hanno sempre bisogno di noi...l'importante è esserci,sempre! BOTTI Leggo numerosi post in questi giorni che danno indicazioni su come proteggere i nostri animali durante la notte di Capodanno (ma non solo, purtroppo!). Credo che tutti oramai sappiano che è sconsigliato lasciarli da soli, e non voglio nemmeno commentare la terrificante indicazione di rinchiuderli in un kennel… lo considero un comportamento criminale con potenziali conseguenze devastanti. Ok sul cercare di attutire suoni e luci provenienti dall'esterno in tutti i modi possibili. Ok allestire (preparata e proposta al cane nei giorni precedenti) una sorta di tana con oggetti familiari. Ottimo l'utilizzo di integratori naturali, e nei casi più gravi, farmaci prescritti ad hoc dal veterinario (NO ACEPROMAZINA)...e non insorgete, perché moltissimi animali muoiono per reazioni di panico come quelle legate ai botti, soprattutto se animali anziani o in condizioni fisiche compromesse (es. cardiopatie). Ma la cosa che leggo ovunque e che definire "anacronistica" è un eufemismo, è che non devono essere confortati e coccolati. Sebbene quando iniziai i miei studi (quasi 20 anni fa) ancora questa cosa da qualche parte si sentiva, oramai è stata da tempo assolutamente screditata. Qualcuno mi dirà "rinforzi"! E io rispondo che si rinforzano i comportamenti e non le emozioni, e tutto quello di apparentemente folle che l'animale fa in quelle maledette ore è determinato da un'emozione potente: la paura ancestrale, atavica, primordiale di qualcosa di incomprensibile ed in grado (per l'animale) di mettere a repentaglio la propria vita...quindi stare a parlare di rinforzi mi pare assolutamente fuori luogo, inutile e crudele. Inoltre, come si ci fosse bisogno di spiegare scientificamente che un abbraccio consola da sofferenza e paura, le reazioni legate alla paura sono conseguenti all'attivazione dell'amigdala, una piccola parte del cervello "antico" che produce noradrenalina, che poi è in gran parte responsabile di tutte le reazioni fobiche osservate. La coccola, l'abbraccio, il contatto fisico amoroso inducono invece la produzione di OSSITOCINA, un ormone che è in grado di antagonizzare gli effetti della noradrenalina. In pratica è un antidoto alla paura stessa. Per cui non esitate a confortare in ogni modo possibile il vostro animale e rinunciate, se potete, ad una serata mondana, perché lui avrà davvero bisogno di voi! � �
  • stefanialiguoro
    2 ott 2018

    http://www.stefanialiguoro.com/il-5-ottobre-al-mandala-parliamo-di-evoluzione-e-comunicazione-con-gli-animali/ Il 5 ottobre al Mandala parliamo di Evoluzione e Comunicazione con gli Animali Comunicare ed Evolversi con gli Anima-li domestici venerdì 5 ottobre dalle ore 20:30 alle 22:00 presso Il Mandala Via Passo Buole, 6 – 20135 -Milano Per chi riconosce il valore animico degli Animali, al servizio dell’evoluzione dell’essere umano…una nuova visione di collaborazione profonda e sottile con i nostri animali domestici… per crescere insieme. In questo approccio viene riconosciuto il Metodo del Rispecchiamento in cui l’animale in profonda connessione con noi rispecchia esattamente le nostre dinamiche emozionali e ce le mostra con comportamenti alterati o disagi fisici. � �Abbiamo l’opportunita‘ di renderci coscienti di parti di noi che nascondiamo e di cui non siamo consapevoli attraverso uno specchio pulito e amorevole con cui e’ possibile collaborare quotidianamente. E’ indispensabile la voglia e l’impegno del compagno umano di volersi osservare profondamente e lavorare attivamente sulle proprie dinamiche emozionali. � � Se restiamo in ascolto, i nostri animali ci passano informazioni davvero interessanti e sono totalmente presenti ad ogni qualita’ vibrazionale di cui siamo fatti e che ci circonda. Sono dei veri e propri complici energetici che supportano il nostro viaggio e ci aiutano a riscoprire qualita’ ancestrali e sottili in noi che abbiamo bisogno di risentire in modo puro e incondizionato per riequilibrare il nostro sistema corpo-mente. Anche noi umani forniamo loro un servizio di evoluzione. Stando in stretto contatto con l’essere umano, il compagno animale ha la possibilita’ di crescere parallelamente a noi, ogni passo in avanti che compiamo, avra’ effetto anche su di lui. E’ pura magia! In questa serata verranno spiegati i principi su cui si basa la comunicazione con i nostri animali e presentato un ciclo di 4 incontri dove verra’ approfondito il rapporto uomo-animale. venerdì 5 ottobre dalle ore 20:30 alle 22:00 Per conoscere le date degli incontri: http://www.stefanialiguoro.com/agenda/ Stefania Liguoro 320.8446910 stefanialiguoro@gmail.com Presso : Centro Associazione Il Mandala Via Passo Buole 6 Milano Segr. 0239844009 – cell. 3382215491 www.ilmandala.com – walter@ilmandala.c
  • stefanialiguoro
    1 set 2018

    Etologia Cognitiva - Intervista a Mark Beckoff Buongiorno a tutti! E bentornati dalle vacanze! Spero stiate bene voi e i vostri compagni pelosi... Vi segnalo questo interessantissimo video/intervista a Mark Beckoff , scienziato di portata internazionale il cui campo di studio preferenziale e' l'etologia cognitiva. Buona visione!

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